Venezia E Il Fuoco

Nel corso delle ore il bilancio è stato aggiornato e presenta due feriti. Popolazione invitata a rimanere in casa con le finestre chiuse. Benvenuti a una nuova edizione del TG WEB “Il Nuovo Terraglio”. Vediamo insieme le notizie più importanti di questa settimana.

Inutile l’intervento dei pompieri accorsi sul posto, che non hanno potuto fare altro che constatare la morte dei due coniugi, lui di ottantasette e lei di ottantasei anni. Ancora incerte le cause che hanno scatenato l’incendio sul quale indagano i carabinieri. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnere l’incendio all’interno del museo di Cà Pesaroa Venezia, provocato dal malfunzionamento della cabina elettrica. Nella notte i pompieri hanno già effettuato un centinaio di interventi e altre 120 richieste verranno evase stamane. L’incendio ha interessato un’area di 10mila metri quadrati. Una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti.

L’incidente è avvenuto nella mattinata di venerdì, quando nello stabilimento è avvenuta una violenta esplosione, poi sono scattate le sirene degli allarmi, quindi la densa colonna di fumo visibile fino a diversi chilometri di distanza. Sempre per ovviare alla possibilità che il fuoco devastasse la Serenissima, già nel 1500 il Senato deliberò che tutte le fornaci che producevano vetro fossero spostate dal centro storico all’isola di Murano, creando, di fatto, il cosiddetto Distretto del Vetro. La città è stata inoltre negli anni coperta da una rete idrica in grado di intervenire con tempi e tecnologie una volta impensabili. Bastava una favilla per scatenare le fiamme – aggiunge Stella – Ctensibio, autorevole membro della grande scuola meccanica di Alessandria, aveva già progettato nel secondo secolo a.C.

L’amministrazione comunale ha precisato su Twitter che il vento spira in direzione centro storico. A innescare l’incendio, alle 10.15 circa, è stato lo scoppio di un serbatoio. Le fiamme erano visibili a chilometri di distanza e, visti i materiali lavorati nell’impianto, il comune di Venezia aveva chiesto ai cittadini di rimanere in casa, chiudendo porte e finestre.

una pompa dotata di due stantuffi metallici, immersi in una vasca riempita d’acqua, che mossi mediante grandi leve, erano in grado di “sparare” l’acqua ad una decina di metri di distanza. Numerosi gli interventi nei Comuni di Cavallino Treporti e Jesolo per alberi abbattuti. Per quanto riguarda la situazione elettrica si registrano problemi in numerose aree del litorale fino a Venezia.

“Venezia e il fuoco” è un’avvincente e puntuale cronaca documentata, mai scritta prima ad ora, degli incendi a Venezia da prima dell’anno Mille al rogo del Gran Teatro La Fenice fino ad oggi. E’ quanto racconta il libro “Venezia e il fuoco“, nuova opera editoriale di Gianpietro Zucchetta, chimico e fire investigator, ovvero il perito chiamato dai tribunali a far chiarezza sull’origine e le cause degli incendi. Zucchetta è impegnato da 40 anni a investigare sugli incendi in tutta Italia. Le notizie dell’Ultima Ora di Venezia, Mestre e Veneto. Alle 15 circa di oggi giovedì 20 febbraio 2020, i Vigili del fuoco sono intervenuti in vicolo Benedetto Cellini a Fiesso d’Artico in provincia di Venezia per l’incendio dell’ impianto aspirazione polveri di un calzaturificio. L’incendio si è sviluppato nel primo pomeriggio di oggi giovedì 20 febbraio 2020 verso le ore 15.

Era rimasta semi indenne una sola parte delle Sale Apollinee. “L’incendio più devastante – racconta l’autore del libro, Gianpietro Zucchetta – si verificò nel 18° secolo a San Marcuola. All’epoca, per illuminare le strade, si usavano i lampioni a olio e il materiale infiammabile era immagazzinato all’interno di botti in legno conservate nei magazzini con riva d’acqua. Una notte, per ragioni sconosciute, l’olio conservato in una o più botti fuoriuscì all’esterno, finendo in canale. Il combustibile fu trasportato dalla corrente lungo l’intero canale, appiccando il fuoco a tutto ciò che incontrava lungo il suo percorso.

incendi che si sono verificati nella notte a causa delle centraline elettriche invase dall’acqua. Un rogo già spento ha interessato il museo Ca’ Pesaro con il parziale crollo di un solaio a piano terra. Verso le ore 13 il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha annunciato la fine dell’allarme, con la riapertura della circolazione. Ma c’è apprensione in attesa dei dati delle rilevazioni in atmosfera. Stando alle prime informazioni raccolte ci sarebbe un ferito, rimasto coinvolto nell’esplosione di un serbatoio.

La Polizia locale ha informato che, in base al Piano per le industrie a rischio di incidente rilevante, è necessario anche mettere panni umidi vicino a porte e finestre. In un video si http://clickcorriere.corriere.it/BoxRedirect.shtml?IDGQEVENTO=160&INI=8&TIPOCLICK=4&URL=https://assoinveneto.org capisce come l’esplosione abbia letteralmente strappato via le finestre di un appartamento a poca distanza dallo stabilimento, distruggendo gli arredi e rovesciando a terra ogni cosa, come fosse un terremoto. La centrale operativa della Polizia in mattinata, in base al Piano per le industrie a rischio di incidente rilevante, ha invitato “tutti i residenti nella Municipalità di Marghera a restare in casa e tenere chiuse porte e finestre”.

Il sindaco di Venezia ha invitato la popolazione a rimanere a casa e di chiudere le finestre delle abitazioni. Il codice rosso per la popolazione è cessato alle ore 14.00. Intanto è scattato il piano di emergenza esterno per la possibile dispersione nell’ambiente di sostanze chimiche. I vigili del fuoco erano comunque riusciti a circoscrivere il rogo ed evitare che si propagasse anche alle case vicine.

Al momento non si è al corrente di eventuali danni alle persone, oltre che alle cose, ma si tratterebbe di un incendio di notevoli dimensioni. Una enorme colonna di fumo nero e denso è visibile a diversi chilometri di distanza. È allarme massimo aVenezia nella mattinata di oggi, Venerdì 15 maggio, dopo che una improvvisa esplosione ha innescato un grossoincendio in un’azienda chimica a Margherasollevando in aria una enorme nuvola di fumo denso e nero. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco con otto squadre coadiuvate dal nucleo Nbcr. Le autorità hanno fatto subito scattare il piano di emergenza esterno per la possibile dispersione nell’ambiente di sostanze chimiche e la stessa amministrazione comunale ha invitato la popolazione locale a chiudersi in casa e a tenere le finestre chiuse. L’amministrazione comunale di Venezia ha invitato “i residenti nel territorio comunale e nei Comuni limitrofi a restare in casa e chiudere le finestre”.

  • Alle 15 circa di oggi giovedì 20 febbraio 2020, i Vigili del fuoco sono intervenuti in vicolo Benedetto Cellini a Fiesso d’Artico in provincia di Venezia per l’incendio dell’ impianto aspirazione polveri di un calzaturificio.
  • L’incidente è avvenuto nella mattinata di venerdì, quando nello stabilimento è avvenuta una violenta esplosione, poi sono scattate le sirene degli allarmi, quindi la densa colonna di fumo visibile fino a diversi chilometri di distanza.
  • Come riportano i vigili del fuoco su Twitter, le fiamme hanno interessato il primo piano della villetta durante le prime ore del mattino.
  • Ancora incerte le cause che hanno scatenato l’incendio sul quale indagano i carabinieri.
  • Inutile l’intervento dei pompieri accorsi sul posto, che non hanno potuto fare altro che constatare la morte dei due coniugi, lui di ottantasette e lei di ottantasei anni.

Ha cercato disperatamente di salvare il padre, che è morto annegato, ingoiato dalle onde, e ora si trova in Terapia intensiva a Mestre in condizioni critiche. Torna a Venezia la rassegna “Cinema Galleggiante – Acque Sconosciute”, 12 serate di cinema all’aperto che si svolgono completamente sulle acque della laguna, un’azione collettiva alla quale partecipano diverse realtà culturali locali e internazionali. A partire domani è previsto traffico intenso sulla Tangenziale di Mestre e sulla A4 in direzione Trieste e sostenuto in direzione Venezia, con possibili condizioni di criticità dal pomeriggio e code alla barriera triestina del Lisert. iConsigli.it sceglie e raccomanda in maniera indipendente prodotti e servizi che si possono acquistare online o tramite la consulenza di esperti. Ogni volta che viene fatto un acquisto attraverso uno dei link presenti nel testo, Consigli.it riceve una commissione senza alcuna variazione del prezzo finale.

Al momento, la situazione più critica, oltre a Venezia, si registra a Pellestrina. Molti gli allagamenti per recuperare i quali stanno ancora operando numerose squadre dei vigili del fuoco e volontari della Protezione Civile. Criticità si sono registrate lungo la costa da Venezia, fino al confine con Lignano .

È di due feriti il bilancio del gigantesco incendio alla 3V Sigma di Marghera, ma potrebbe aggravarsi perché uno di questi versa in condizioni disperate. “Al momento vi sono ricadute inquinanti solamente all’interno dello stabilimento”, riporta il Comune di Venezia su Twitter, dopo aver invitato i cittadini a restare in casa e chiudere porte e finestre per precauzione. Il rogo è scoppiato poco dopo le 10 ed è scattato il piano di emergenza esterno per la possibile dispersione nell’ambiente di sostanze chimiche. Una coppia di anziani, marito e moglie, è rimasta vittima nell’incendio della propria abitazione a Marcon, nella provincia di Venezia. Come riportano i vigili del fuoco su Twitter, le fiamme hanno interessato il primo piano della villetta durante le prime ore del mattino.

Al momento le situazioni critiche sono localizzate per problemi di bassa tensione. Viene costantemente monitorata la situazione dei fiumi. C’è stata una rottura arginale sul fiume Lemene a Marano di Caorle.